IL TAVOLO - Un percorso di progettazione partecipata in 10 passi

 
I CONTENUTI DEL PROGETTO: PRIMA DI TUTTO IL PARTENARIATO - Una delle condizioni di successo del nuovo progetto integrato è la costituzione di un partenariato affidabile e di un processo di coprogettazione capace di coinvolgere tutti gli attori in campo. Ciò consente di costruire modelli gestionali sostenibili e di reperire risorse pubbliche finalizzate al solo start-up dell’op erazione, oltre a garantire un consenso ampio e partecipato sui contenuti del progetto di recupero del bene culturale oggetto dell’in tervento integrato.
Si potrebbe sintetizzare così: il politeama appartiene alla città e di chi promuove e fruisce di cultura, il Comune e il proo prietario del bene, applicando il principio di sussidiarietà, attiva un processo di coprogettazione capace di includere tutti coloro che hanno la volontà di costruire in modo cooperativo e proattivo un progetto multidisciplinare partecipato.
Per attivare questo processo si propone l’adozione del metodo PCM per la progettazione partecipata secondo standard ben codificati dd all'Unione europea al fine di partire in condizioni di assoluto vantaggio per l'ottenimento del finanziamento e costruire sul territorio un percorso di condivisione dei contenuti del progetto per costituire un consolidato e forte partenariato che poi potrà studiare ulter iori forme di aggregazione per la partecipazione a bandi di finanziamento.
Perché tale metodo abbia successo occorre che i partner istituzionali — strategici per la presentazione del progetto al bandoo — abbiamo un ruolo “inter partes” nella fase di progettazione partecipata allo scopo di favorire il più possibile l'emergere delle forze creative del territorio senza subire alcun condizionamento legato alle diverse appartenenze. La validazione dei con tenuti sarà oggetto di una fase conclusiva plenaria.
Il ruolo del professionista è di FACILITATORE, ovvero una sorta di manager-tutor del processo sia nella fass e di gestione del gruppo di lavoro di progettazione, sia nell’organizzazione dei contenuti prodotti.
Il progetto sarà dunque modulato da un metodo di identificazione dei contenuti secondo il seguente schema:
 
  1. PROGETTAZIONE PARTECIPATA: IL METODO PCM
IL METODO PCM In Europa viene utilizzato per la progettazione a più livelli (istituzionale, per la candidatura a bandi). Il metodo PCM (Project Cycle Management) pone l'attenzione su due condizioni per assicurare Ia qualità della proposta progettuale: la conoscen za della situazione esistente (da cui deriva la capacity della proposta di affrontare i reali bisogni dei destinatari) e I'attenzione al mo do in cui il problema viene percepito, affrontato e vissuto dai differenti portatori di interesse (gli Stakeholder). Di fatto Ia metodologi a PCM mette in evidenza come il punto di partenza nella definizione di un'idea progettuale sia l'identificazione del bisogno.
 
Va specificato che vi sono due tipologie di finanziamento europeo:
  • i fondi a gestione diretta gestiti e controllati dalla commissione UE mentre
  • i fondi strutturali gestiti e diretti dalle singole Regione in base ai propri POR (Programma Operativo Regionale).
Nell'ambito dei programmi di finanziamento a gestione diretta occorre tenere canto della necessità di sviluppare la fase di analisii non limitandosi alla dimensione locale ma anche a quella transnazionale, in quanto la proposta dovrà anche dimostrare Ia potenziale trasferibilità dei risultati ad altre aree territoriali dell'UE.
Assunto quale obiettivo la costruzione di un progetto sostenibile con un partenariato forte, coeso e rappresentativo del territorio, il prr ocesso di definizione della strategia di intervento si basa su tre fasi e su di una attività preliminare (fase 0) di “raccolta dati”:

  1. l'analisi degli stakeholder (che identifica i portatori di interesse e la loro capacity a contribuire at progetto);
  2. l'analisi dei problemi (identifica i problemi chiave definendone le relazioni di causa/effetto) e l'analisi degli obbiettivi (sviluppa gll
    i obbiettivi che rappresentano it superamento del problema individuato e identifica i mezzi per raggiungere lo scopo);
  3. la formulazione di una strategia (identifica Ia strategia di intervento per offrire una soluzione at problema considerato).
 
Fase 0 - Raccolta dati – Prima di procedere alla fase di pianificazione delle attività e di pianificazione ff inanziaria del progetto di recupero del Politeama di Como occorrono alcuni passaggi intermedi per la raccolta e la verifica di informazioni utili a strutturare una solida banca dati da proporre come patrimonio comune al gruppo di coprogettazione in via di costituzione.

Le analisi (es. raccolta dati, studi, buone pratiche ecc.) sono dirette a ricostruire il problema/bisogno e il contesto (es. di policy, noo rmativo, istituzionale e sociale) in cui esso si manifesta e in cui il progetto opererà. La visione del problema va ricostruita tene ndo conto del punto di vista di quanti da esso sono interessati (es. attori istituzionali e privati, persone o associazioni che vivono il p roblema) e imparando dagli interventi già realizzati o in corso di realizzazione (pratiche buone o fallimentari).

Questa fase preliminare viene condotta con gli attori diretti proprietari e gestori attuali del bene culturale. Seguono poi le quattro fass i operative così come descritte di seguito:


FASE 1 - La formazione del partenariato: l’analisi degli stakeholder - Un ruoto di primo piano &egg rave; rappresentato dall'analisi degli stakeholder che sono quei soggetti portatori di interessi che possono in qualsiasi modo essere influ enzati positivamente o negativamente dall'intervento progettuale e che possono favorire o ostacolare con la loro azione o i loro interessi ii raggiungimento degli obbiettivi del progetto. Saranno coloro che potenzialmente siederanno al tavolo di coprogettazione.

Sono due le tipologie di stakeholder da coinvolgere nel processo partecipativo. La loro classificazione deve essere rigorosa e consente dii avere una visione chiara e schematica dei portatori di interessi in relazione alla loro influenza sul processo di costruzione del nuovo pr ogetto, in concreto:
 
LIVELLO DI INFULENZA
basso
STAKEHOLDER MARGINALE
STAKEHOLDER DESIDERABILE
Non è necessario coinvolgerlo ma
è utile mantenerlo informato
E’ opportuno coinvolgerlo (in genere
sono soggetti con funzione istituzionali es. comune, provincia) — non vogliono coinvolgimento operativo. Tale categoria può ee ssere coinvolta (altamente consigliabile) nel partenariato come rete di sostegno al progetto.
alto
STAKEHOLDER OPERATIVO E' utile coinvolgerlo (es. associazioni culturali, teatrali, musicali ecc.)
STAKEHOLDER CHIAVE
E' necessario coinvolgerlo, sia dal punto
di vista strategico sia dal punto di vista operativo
 
 
Dall'analisi degli stakeholder oltre ad ottenere informazioni utili per svolgere la fase successiva dell'analisi dei problemi (2), si ottii ene una mappatura dei principali attori che possono essere coinvolti nel progetto come soggetti proponenti e attuatori degli interventi (pa rtner) e come destinatari (diretti e indiretti) del progetto stesso. Quattro le azioni che esauriscono la fase 1.

  • AZIONE 1 – LA FORMAZIONE DEL PARTENARIATO - Viene pubblicata una manifestazione d’interesse pubblica a partecipare al processs o di coprogettazione proponendo la sottoscrizione di un protocollo d’intesa che impegna l’interessato a partecipare ai lavori c on costanza e a titolo gratuito. La composizione del partenariato viene così definita da una procedura pubblica e sarà funzio nale alla partecipazione eventuale a bandi. La partecipazione al partenariato non è tuttavia esclusiva, ma potrà essere accet tata anche in un secondo momento sulla base delle regole di cui il partenariato iniziale si è dotato.
  • AZIONE 2 – ANALISI DEGLI STAKEHOLDER - L'analisi degli stakeholder viene fatta con una prima riunione dei soggetti proponenti, i quu ali una volta individuati i potenziali (ulteriori ed eventuali) partner potranno procedere a coinvolgere i portatori di interessi che posso no influenzare o essere influenzati (positivamente o negativamente) dal progetto.
  • AZIONE 3 – REGOLE DI COPROGETTAZIONE - In riunione plenaria tutti gli stakeholder definiranno un protocollo di lavoro per disciplinn are le regole del processo di co-progettazione
  • AZIONE 4 – RACCOLTA DI IDEE - Fatto questo si dovranno organizzare riunioni mirate (c.d. focus group)1 dove, per esempioo , le associazioni culturali interessate al ripristino e gestione del teatro possano tramite anche questionari predisposti e compilati in pr eparazione alla riunione, comunicare, ai proponenti, le loro problematiche, esigenze, idee, dubbi, ed eventuali priorità.
 
FASE 2 - Analisi dei problemi e identificazione degli obbiettivi - Per arrivare alla formulazione di un’idea progett tuale è fondamentale l'analisi dei problemi, ovvero l'identificazione degli aspetti problematici di una situazione e delle relazioni causa/effetto tra i vari problemi individuati.

  • AZIONE 5 I PROBLEMI - Si procederà con l'analisi del contesto per individuare i problemi (diagramma ad all bero c.d. albero dei problemi) ed evidenziare rapporti causa/effetto tra gli stessi.
  • AZIONE 6 OBIETTIVI E PRIORITA’ - L'albero dei problemi creato per descrivere una situazione negativa esistt ente verrà trasformato in albero degli obbiettivi per descrivere una situazione positiva futura e tra gli obbiettivi concordemente i ndividuati andrà prestabilita una priorità.

FASE 3  - Formulazione della strategia - Completata l'analisi dei problemi e degli obbiettivi, la fase iniziale del ciclo di vita del progetto si conclude con la scelta della strategia di intervento, sarà quindi necessario scegliere una strategia d i azione selezionando un insieme coerente di obbiettivi che si vogliono ottenere.

  • AZIONE 7 – DEFINIZIONE DELLA STRATEGIA - La scelta degli obbiettivi su cui si vuole intervenire è frutto di un negoziato coii partner e con gli stakeholder.
  • AZIONE 8 – RICERCA DI FONTI DI FIANANZIAMENTO - Una volta delineata e chiarita la strategia progettuale e avendo ben definito gli oo bbiettivi su cui intervenire bisognerà ricercare il canale di finanziamento più adatto tra i vari bandi a disposizione.
  • AZIONE 9 - L’ANALISI TECNICA DELLA STRUTTURA – L’EQUIPE DI ESPERTI - Parallelamente al percorso di proo gettazione partecipata sarà svolta una analisi tecnica dello stato di fatto della struttura e delle sue reali potenzialità di recupero coadiuvati da un pool di professionisti che a diverso titolo saranno coinvolti nel lavoro di ricerca e presenti alla fase di prog ettazione partecipata. Anche in questo caso i professionisti saranno considerati stakeholder e coinvolti — utilizzando il medesimo me todo di arruolamento - per il loro reale interesse a partecipare all'operazione, ovvero a titolo gratuito e disposti a “offrire&rdquo ; alla città le risultanze del loro lavoro attraverso la sottoscrizione di un accordo di collaborazione.
  • AZIONE 10 - LA CONSEGNA DEL DOSSIER FINALE - L’IMPORTANZA DI UN SISTEMA DI GESTIONE SOSTENIBILE E COOPERANTE - Grande importanza nee lla fase di progettazione sarà data all'individuazione di una governance efficacie e condivisa per garantire la gestione sostenibile del Politeama e la partecipazione proattiva di tutti i soggetti coinvolti così da generare un modello scalabile e replicabile per l 'utilizzo della struttura coerente con gli scopi degli stakeholder.

    • Il progetto di recupero e di gestione dovrà essere percepito da ogni partner quale valore aggiunto non solo per la collettivit&agrr ave;, ma per potenziare attraverso la partecipazione ad un sistema di rete, le proprie attività e arricchire la propria identit&agra ve;.
    • Alla fine del processo sarà redatto e validato dal gruppo di coprogettazione un DOSSIER FINALE che sarà simbolicamente conss egnato a Sindaco e curatore della società in un incontro pubblico con dibattito.
 
L’OBIETTIVO PRIORITARIO DEL PROCESSO DI COPROGETTAZIONE NON SARÀ IL CONTENUTO DEL PROGETTO , MA IL FATTO CHE ESSO SCAA TURISCA DAL CONSOLIDAMENTO DI UN PARTENARIATO ATTRAVERSO LA CONDIVISIONE AMPIA DI UNA STRATEGIA DI RECUPERO
 
Di seguito viene rappresentato con il diagramma di Gantt il cronoprogramma del processo:

CRONOPROGRAMMA – IL PROGETTO IN 1O PASSI
MESE
I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
AZIONI DEL PROCESSO DI COPROGETTAZIONE
0 – raccolta dati
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
1 – formazione partenariato
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
2 – analisi stakeholder
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
3 – regole coprogettazione
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
4 – raccolta idee
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
5 – albero dei problemi
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
6 – obiettivi e priorità
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
7 – strategia
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
8 – ricerca finanziamenti
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
9- CONSEGNA DOSSIER
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
10 - ATTIVITA’ EQUIPE DI ESPERTI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CRONOPROGRAMMA – COSTITUZIONE  PARTENARIATO
AZIONI DEL PROCESSO
I sett.
II sett.
III sett.
IV sett.
V sett.
VI sett.
VII sett.
VIII sett.
1 – scelta criteri partecipanti
 
 
 
 
 
 
 
 
2 – definizione governance processo di coprogettazione
 
 
 
 
 
 
 
 
3 – definizione regole del tavolo di coprogettazione
 
 
 
 
 
 
 
 
4 - condivisione con il Comune del progetto complessivo
 
 
 
 
 
 
 
 
5 – call per arruolamento partner
 
 
 
 
 
 
 
 
6 – insediamento tavolo e avvio processo coprogettazione